ALBERGHI E STRUTTURE

Hotel Verona

Hotel Verona

Hotel in centro, vicino al Parco pubblico

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Albergo Ristorante Capannina

Albergo Ristorante Capannina

Albergo vicino alle Terme, cucina con specialità locali

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Altri Alberghi e Strutture ricettive

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Albeghi, Appartamenti, Camere, Ristoranti, Pizzerie etc.

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Prodotti De. Co.

 

prodotti De.Co. di Recoaro Terme

Vicenza è stata una delle prime province in Italia a compiere un lavoro particolareggiato sulle Denominazioni Comunali e ha sempre creduto a questo metodo di promozione del territorio.


Le De.Co., Denominazioni di Origine Comunale, rappresentano una forma innovativa di promozione, riscoperta e tutela di quei prodotti agroalimentari di nicchia che fanno capo a territori e tradizioni racchiusi all'interno di una piccola comunità, di un paese, di un comune, appunto.

Un percorso gastronomico che diventa un pretesto per inedite gite fuoriporta alla ricerca di storie e sapori antichi

 

 
La nascita di Recoaro come stazione termale – l’unica di montagna del Veneto – si fa risalire all’anno 1686 quando il conte Lelio Piovene, intellettuale dal multiforme ingegno, giunge a Recoaro per constatare di persona le virtù dell’acqua di sorgente che vi sgorga. Convinto da analisi chimiche e riscontri medici dell’eccezionalità della scoperta, il conte si impegna a divulgare la sua scoperta. Nel 1752 la sorgente Lelia, come viene battezzata in onore del suo mentore, viene dichiarata ‘bene pubblico’ dalla Repubblica di Venezia che avvia l’attività idroterapica e la costruzione di un primo padiglione di cura.

È questo il periodo in cui si succedono le scoperte di altre sorgenti, ben nove quelle che sono attualmente sfruttate per la terapia. Nella prima metà dell’800 Recoaro vanta già vari impianti termali ed eleganti alberghi che le conferivano il tipico aspetto di “ville d’eau”. Si deve all’architetto scledense Antonio Caregaro Negrin, nel 1873, l’unificazione delle varie sorgenti in un unico ‘parco termale’. Un complesso dall’imponente architettura eclettica, del quale resta testimonianza, dopo le distruzioni dell’ultima guerra, nel villino Tonello, che ospitò nel 1879 la Regina Margherita e il figlioletto Vittorio Emanuele in un soggiorno rimasto negli annali della cittadina. A questo periodo è ispirato uno degli appuntamenti più sentiti dell’estate recoarese, la Festa dell’acqua, che in agosto ravviva i fasti della Belle Epoque con spettacoli nel Salone dei Concerti delle Fonti Centrali, balli in costume e passeggiate in carrozza, la giostrina dei cavalli e gli aquiloni per i più piccoli.

Lo Stabilimento delle Fonti Centrali si trova all’interno di un parco di oltre 20 ettari sul lato opposto all’abitato. Alle splendide fioriture di ortensie della zona termale fa da cornice una valle verdeggiante che s’innalza verso le prime creste delle Piccole Dolomiti. Nello stabilimento sgorgano 5 fonti termali (Lelia, Lorgna, Amara, Nuova e Lora); altre 4 (Giuliana, Capitello, Franco e Aureliana) si trovano in località distaccate. “Quantità e Qualità” è uno degli slogan delle Terme di Recoaro con riferimento al numero delle sorgenti e alla molteplicità di applicazioni delle loro acque. Le acque sono utilizzate come bevanda ma anche per inalazioni, bagni e fanghi.

Dal punto di vista terapeutico la  Lora è un’acqua oligominerale, utile nella prevenzione e nella cura dei calcoli renali e delle cistiti; incrementa la diuresi e favorisce l’eliminazione dell’acido urico. La Lelia è un’acqua minerale ad alto contenuto di ferro, particolarmente utile negli stati di accresciuto bisogno di questo elemento: gravidanza, allattamento, sviluppo, convalescenze. È considerata un’ottima acqua ‘ricostituente’. La Lorgna e l’Amara sono acque minerali impiegate nel trattamento delle affezioni dell’apparato digerente, del fegato e delle vie biliari, del pancreas. L’Amara si distingue per il maggiore contenuto di solfato di magnesio. Chiudono la rassegna le acque Nuova, Giuliana, Capitello, Aureliana e Franco: minerale la prima, mediominerali le altre, con proprietà sovrapponibili alle precedenti ma con un contenuto in litio che le rende efficaci nella terapia delle nevrosi ansiose-depressive e psicomotorie.

L’attività di imbottigliamento ha inizio negli anni Venti e riguarda l’acqua oligominerale Lora, ma al tempo stesso alcune bibite che hanno fatto storia e che sono tuttora in commercio: innanzitutto il chinotto, che all’epoca, in tempi autarchici, costituì la risposta italiana alla Coca Cola, sfruttando le proprietà dissetanti di un agrume poco noto (Citrus aurantium) coltivato sulla Riviera Ligure di Ponente.
 

Gnochi con la fioreta di Recoaro

Recoaro riserva la sorpresa di una cucina di matrice tedesca, dovuta all’origine d’oltralpe degli abitanti dell’arco montano tra la Lessinia veronese e l’Alto Vicentino. Risale all’XI secolo la prima notizia dell’insediamento tra le montagne del Veneto di coloni provenienti dalle vallate bavaresi.

Le cronache medievali li citano con il nome di Cimbri, da mettere in relazione con il termine tedesco zimberer, ‘boscaiolo’ o ‘carpentiere’, anche se è provato che eccellevano parimenti nell’allevamento e nella lavorazione della pietra. Il primo nucleo si stabilì sull’altopiano di Asiago, dove diede origine alla Comunità dei Sette Comuni. Col passare del tempo i Cimbri ampliarono i propri territori verso i Monti Lessini, nell’Alto Veronese, stabilendo diverse comunità si stabilirono nella zona del Pasubio e delle Piccole Dolomiti.

A secoli di distanza la parlata d’inflessione germanica degli antichi abitatori della conca di Recoaro è scomparsa, ma loro memoria resta nel nome dei luoghi e delle famiglie come pure nella pittoresca festa in costume della Chiamata di Marzo, con la quale si dà il benvenuto alla primavera, e nella cucina tradizionale, che si fonda sui prodotti tipici della montagna: il latte, la ricotta e i formaggi d’alpeggio; l’orzo e le patate; le salsicce e lo speck; le verze e i crauti; la selvaggina e le trote; i funghi e le lumache, i dolci a base di mele. Il piatto simbolo di questa tradizione sono gli gnocchi con la fioretta, in origine preparati dai pastori durante l’alpeggio impastando la farina bianca con la ricotta semiliquida raccolta al suo primo affiorare; la pastella così ottenuta viene versata a cucchiaiate nell’acqua bollente e riappare in superficie sotto forma di morbidissimi gnocchi; come condimento, burro di malga spumeggiante e una grattugiata di ricotta affumicata, oppure burro, zucchero e cannella, in una combinazione che evoca antichi contatti tra la montagna vicentina e la Repubblica di Venezia. È un piatto d’antica bontà, protagonista a metà settembre di una bella Festa in costume.

RISTORATORI CHE PROPONGONO GLI GNOCHI CON LA FIORETA A RECOARO:
Ristorante Al Molino, Loc. Stocchieri 15 - Tel. 0445 75564
Albergo Ristorante Pittore, via Roma 50 - Tel. 0445 75039
Albergo Locanda Seggiovia, P.le A. Savoia Aosta 7 - Tel. 0445 76162 *
Albergo Castello, Via G. Zanella 9 - Tel. 0445 780300 *
Rifugio Alpino Campogrosso, Località Campogrosso - Tel. 0445 75030
Trattoria Malga Lora, Str. per la Gazza 3450 - Tel. 0445 75970
Albergo Ristorante Paradiso, via Bruni 40 - Tel. 0445 75719 *
Ristorante Capannina, via Bruni 42 - Tel. 0445 75170 *
Albergo Alpino, Loc. Griffani 9 - Tel. 0445 75097 *
Hotel Ristorante Carla, via Cavour 55 - Tel. 0445 780700
Rifugio Alla Guardia, Loc. Guardia di Campogrosso - Tel. 0445 75257
Ristorante Cima Tunche, via Cima Tunche 23 - Tel. 0445 77115
 (*) consigliati da www.recoaroterme.com

Prodotti De. Co. della Provincia di Vicenza



Comuni De. Co. vicini a Recoaro Terme
e relativi prodotti

Recoaro Terme

Gnochi con la fioreta, Acque minerali

Valdagno

Fritola co la Maresina

Valli del Pasubio

Sopressa di Valli del Pasubio

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Gnocchi di Selva

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Formaggio di Altissimo, Trota di Altissimo

Nogarole Vicentino

Patata di Monte Faldo

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Bondola di Torrebelvicino

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Ciliegia Durona

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Altri Comuni De. Co. in provincia di
Vicenza e relativi prodotti

Rampussolo di Villaga 
Pearà di Illasi (Verona)
Cincionela cò la rava di Chiampo
Carota bianca di Monticello Conte Otto
Asparago di Marola
Spaghi di Dueville
Tarassaco di Conco
Sedano di Rubbio
Piselli di Lumignano
Patata di Rotzo
Patata posenata
Fagioli di Posina
Ortaggi di Laghi
Broccolo fiolaro di Creazzo
Radicchio rosso di Asigliano
Vino Clinto di Villaverla
Vino Ascledum Lessini Durello DOC di Schio
Mostarda vicentina
Mandorlato di Lonigo
Composte di Montorso
Patona di Tonezza
Bucatini alla lughese
Noci di Lugo di Vicenza
Marroni di Lugo
Fichi della collina di Creazzo
Mele e pere di Lusiana
Formaggio Verlata di Villaverla
Formaggio Castelgrotta di Schio
Formaggio Caprino di Grotta di Schio
Formaggi di Lonigo
Formajo nel pignato di Caltrano
Riso di Bagnolo di Lonigo
Riso di Grumolo delle Abbadesse
Mais Marano
Farina di mais per polenta di Isola Vicentina
Salumi di Lonigo
Carne secca di Lusiana
Capretto bianco di Gambellara
 

 

da leggere:

Il volume dei prodotti De.Co. della provincia di Vicenza propone la schedatura completa , con notizie storiche, proposte di itinerari e curiosità, e infine un ricettario originale che mette nel piatto queste troppo poco conosciute specialità della terra vicentina.

Il volume ne censisce in maniera organica la consistenza e l'importanza. Si va dal Sedano di Rubbio e Campese al Broccolo Fiolaro di Creazzo, dal Radicchio Rosso di Asigliano alle Patate di Posina, e poi ancora, i Piselli di Lumignano, le Castagne e le Noci di Lugo, il formaggio di Altissimo e il Verlata di Villaverla, la Carne secca di Lusiana e la Sopressa di Valli del Pasubio.

Oggi, dopo le tante pubblicazioni specifiche, è arrivato anche il libro "Le De.Co. vicentine" edito da Terra Ferma che raccoglie 40 piatti e prodotti fissati dalla De.Co. nella loro identità. Il testo si completa con un'ampia appendice fotografica e un ricettario con alcuni suggerimenti in cucina per preparare i prodotti De.Co

 

per saperne di più:

Prodotti DE. Co. della Provincia di Vicenza"Le Denominazioni Comunali nel piatto"
Dati: edizione 2010, 144 pagine
Curatore: F.Soletti
Editore: Terra Ferma Edizioni
Il libro è in vendita presso gli uffici IAT della provincia di Vicenza, al prezzo di € 10,00